Archivio degli articoli con tag: Accademia di Brera

 

Questo è uno dei doni che ho ricevuto da Christian e che uscì sul suo blog Perigeion nel 2015. B.C.

Christian Tito

“Come un animale che sa cosa è il dolore
mi accontento di un posto in cui so stare” 1

Ci sono luoghi e persone che emanano energia, anzi: tutti i luoghi e tutte le persone emanano energia. La qualità e intensità varia molto da luogo a luogo, da persona a persona. Se poi si finisce in un posto che, altro non è che un’estensione dell’energia emanata dalla persona, l’effetto, se fortunati, può essere inebriante. Sono stato a casa di un uomo che , oggi, appare felice ed irradia energia benefica, pacificata.  Appena varco la soglia della sua tana ( non può chiamarsi diversamente la casa di uno come lui ) la sensazione è di entrare nella descrizione scenica del contrario di un non luogo. Se volessi definire senza usare parole cosa è un non luogo,  lo porterei qui e direi, a chi ha interesse a capirlo, ecco: è il contrario di questo. Questa persona, in poco tempo, mi ha aperto le porte della sua casa, ma non solo in senso fisico. Concedendomi fiducia, mi ha consentito di guardare dentro e mi ha chiesto di testimoniare il punto esatto dove lui oggi si trova nel suo cammino. Mi ha detto che nella sua vita ha sbagliato moltissimo e tutti gli errori li ha pagati, ma benedice il fatto di averli fatti e, soprattutto , di essersene accorto. Mi ha detto che, mai come oggi, si sente vivo, felice di una felicità non del momento, ma come condizione nuova su cui è necessario compiere una manutenzione continua perché il passo per perdere tutto è sempre molto breve. Una felicità che non è mero ed egoistico godimento personale, ma simile a un’illuminazione autentica sulla verità delle cose e della vita ; fosse anche la preziosa cognizione del dolore che viene dalla constatazione che la nostra società si regge sulla follia di pochi che disgregano e minano alla base il concetto stesso di comunità. Quest’uomo , riferendosi alla sua giovane figlia, mi ha detto una cosa che dimenticherò difficilmente: “ Un giorno le ho detto: figlia mia, sei l’incarnazione più bella di quanto mai e poi mai avrei potuto sognare per te”. Stupirsi a guardare ed accogliere i propri figli per quello che sono e non per ciò che secondo noi dovrebbero essere è cosa, direi, di pochi padri. E questo padre , tra le altre cose, mi ha detto anche che guarda con dispiacere e non capisce molto la certezza biologica  che, a un certo punto, il nostro andare terreno, la nostra esperienza umana nel mondo, debba terminare. Perché, mi dice, ogni fase della vita ha in sé la possibilità di essere attraversata con rinnovato stupore e sarebbe bello non smettere mai di stupirsi. Ma, subito dopo, ancora: ” Ma sì, in fondo il bello è proprio questo…” e , come un incognito samurai moderno, cita involontariamente gli antichi samurai…

““La vita umana non dura che un istante.
Si dovrebbe trascorrerla a far quello che piace.
A questo mondo, fugace come un sogno,vivere nell’affanno,
facendo solo ciò che spiace, è follia”

2 

Dunque mi preme sottolineare una cosa. E’ chiaro che non si incontrano tutti i giorni voci come questa, ma idealmente, ci piace metterci in ascolto di persone di cui intuiamo anche solo una lontana possibilità che possano divenire una di quelle voci, con la consapevolezza che, alle volte, data la non piccola aspirazione, potremo sbagliare. Siamo colpiti e felici di quanto affetto e solidarietà stiamo riscontrando in chi ci propone la propria arte, il proprio lavoro o semplicemente le proprie riflessioni, ma siamo anche colpiti nel constatare che qualcuno pensa all’arte e alla poesia come cose che hanno a che fare con il “posizionamento” e col potere. Al potere oggi non si può che rispondere, smascherandolo , con l’amore per il proprio lavoro e la fatica. La dignità di costruirsi uomini giorno per giorno malgrado un mondo che frana attorno. Siamo solo questo: sei amici che hanno una grande voglia di giocare, con la massima serietà possibile, il gioco della vita. Non conta che a bussare alla nostra porta sia un premio Nobel o lo sconosciuto artista di periferia. Contano solo le persone e la loro proposta. Conta solo il lavoro da fare tutti insieme. E, quando si è fortunati,  il lavoro da fare ce lo faremo indicare da artisti e da padri come quello che ho avuto la fortuna di incontrare e che  se volete potete guardare in questo video.

Intanto ,  tenteremo sempre di ricordare , tutti insieme, che il lavoro da fare non sarà mai definitivamente fatto.Proprio per questo ,ad esempio, siamo ansiosi di continuare a conoscere ed approfondire la conoscenza di questo importante poeta grazie agli amici di Carteggi Letterari che pubblicheranno prossimamente una sua intervista ad opera di Natàlia Castaldi.  Ci rivediamo lì…
1. Giovanni Lindo Ferretti; dal brano “sogni e sintomi”, album “Linea gotica”, Consorzio Produttori Indipendenti.
2. Yukio Mishima, La via del Samurai, Bompiani.

 

da Perigeion  24 marzo 2015   https://perigeion.wordpress.com/2015/03/24/il-lavoro-da-fare/

 

Annunci

Presentazione a Napoli de La curva del giorno di Biagio Cepollaro, L’arcolaio Ed, 2014
Introduce Paola Nasti

Reading dell’autore

Proiezione di Un ritratto di Biagio Cepollaro, cortometraggio di Christian Tito.

Presso Il filo di partenope,
Via Santa Maria di Costantinopoli, 48,80138 Napoli,

25 aprile 2015 ore 18,3o

Presentazione La curvadelgiorno a Napoliil aprile ore

copertina Lezione a brera

copertina

Reading-Lezione all’Accademia di Brera 17 dicembre 2010

Questo testo è il frutto della ‘sbobinatura’ pazientemente realizzata da Daniele Bellomi di un dvd della durata di 1h.11mm prodotto dall’Accademia di Brera di Milano, filmato e montato da Roberto Dassoni , come documentazione del reading-lezione di Biagio Cepollaro del 17 dicembre 2010, all’interno della rassegna da >verso, curata da Margherita Labbe, Anna Mariani e Italo Testa.

Si ringraziano tutti gli autori per il permesso accordato a riversare su queste pagine il contenuto del video.