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17 novembre 2018
ore 20:00 Hotel Sheraton , via Cardano 1,Milano

Da libro del giorno a Fahrenheit a BCM2018

Con Biagio Cepollaro, Valentina Di Cesare e Pino Tripodi

Biagio Cepollaro
“La notte dei botti” – Miraggi Edizioni
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41514502_1864883383593599_4368075323074412544_nDavid Frati su Mangialibri

http://www.mangialibri.com/libri/la-notte-dei-botti?fbclid=IwAR23xF4FCd5yTERZA0VLBKRwT7Kt21h4mPq1XySkasvh1ED_MRo4769GZhA


Lo chiamano Scriba, perché “ha la fissa di scrivere tutto, con ossessione, ovunque si trovi”. Ormai da anni dorme tre ore per notte, il resto lo passa a vedere i sogni degli altri. Non sa perché gli succede, ma i sogni delle persone che dormono nelle sue vicinanze gli invadono la testa, mostrando i loro desideri marci, le paure, le ossessioni. Scrivere lo aiuta a capire. Conoscere i sogni degli altri lo aiuta a capire. Eppure “ora che la Notte dei Botti è scoppiata il casino è davvero grande”, è difficile orientarsi. C’è un senso in quello che sta accadendo, oltre al “gusto della sopraffazione e all’euforia del pestaggio?”. Esplosioni, scontri, panico, morti e feriti, cariche della polizia, “fumo da non vederci più nulla”. Non è ben chiaro cosa sia successo davvero e perché, forse molte cose insieme: “per strada, oltre alle ambulanze e alle sirene, oltre ai pompieri per i primi incendi, festosi si erano riversati in molti. Grandi e piccini, intere famiglie, in molti gridavano (…) evidenze protese, più o meno alte, più o meno mature, (…) protese comunque, squadernate, rivendicate, falliche evidenze acuminate, acuminate e urgenti, inderogabili, sfinenti”. In cielo è tutto un volare di elicotteri, le strade sono invase da ingorghi colossali, le autostrade sono chiuse da posti di blocco. Molti vengono ammassati in un autogrill – è da lì che Scriba è fuggito quando la puzza di piscio, sudore e merda si è fatta intollerabile – si parla di Resistenti che si oppongono alle forze che guidano la Notte dei Botti (che ufficialmente si chiama la Notte della Libera Espressione), ma esistono davvero? Scriba non lo sa, nessuno lo sa…

Arriva finalmente in libreria questo fascinoso romanzo breve scritto tra 1993 e 1997 da Biagio Cepollaro – poeta e pittore, teorico del “postmoderno critico” e tra i promotori del Gruppo 93 – su indicazione di Nanni Balestrini, che stimolava continuamente l’autore a cimentarsi con la prosa. Dopo qualche abboccamento non andato a buon fine, il romanzo è rimasto però inedito, pubblicato solo online sul sito di Cepollaro, fino a quando Francesco Forlani (che nella bandella definisce felicemente La notte dei botti“un viaggio davvero al termine della notte”) lo ha proposto a Miraggi. Ed ora eccolo qui: un piccolo gioiello a metà tra avanguardia letteraria e pamphlet politico, ambiti apparentemente inconciliabili ma la cui ibridazione Cepollaro governa con maestria e passione, evitando sia la cerebralità sia l’ingenuità. Nato in un periodo di ricerca linguistica molto intensa dell’autore, La notte dei botti è espressione di un laboratorio linguistico: il testo oscilla continuamente tra realismo scarno e visionarietà poetica, ogni parola è scelta con cura, ogni immagine o metafora è rigorosamente non casuale, il linguaggio racconta – o per meglio dire incarna – il passaggio traumatico tra moderno e postmoderno. Si era negli anni ’90, per definizione il decennio della fine delle ideologie, della agonia del Novecento, della ricerca di nuove identità sociali e politiche, della fusione e della confusione. L’alba di una presunta nuova era, i primi vagiti della Seconda Repubblica. La notte dei botti coglie alla perfezione il nucleo di angoscia di quei momenti, sfrondato di tutte le sovrastrutture, le (false) speranze, le farse mediatiche. Con sensibilità da poeta Cepollaro qui scarnifica il reale, ne mostra l’anima nera. La notte che ci descrive è un violento tutti contro tutti, è un sinistro redde rationem. Lo ha spiegato lui stesso alla trasmissione radiofonica “Fahrenheit” qualche tempo fa: “C’è un equivoco fondamentale, anche nel linguaggio comune, che negli anni si è andato aggravando: e cioè che parole che una volta significavano qualcosa – tipo libertà e riforma – hanno cominciato a significare un’altra cosa, anzi a significare l’opposto di prima. Questa notte della Libera Espressione sembra essere finalmente la realizzazione di un sogno, e in realtà è l’inizio della fine, l’inizio di una dittatura di tipo cileno”. Libro apparentemente di non facile lettura, ma se ci si approccia a livello puramente emozionale, regala un’esperienza potente ed epifanica.

 

Tu se sai dire dillo 2018 VII edizione Parte 5
10 novembre Libreria popolare di via Tadino
Francesco Ottonello, Eugenio Lucrezi, Paola Nasti, Daniele Ventre, Bernardo de Luca e Giovanni Palmieri

Tu se sai dire dillo 2018 Part 4 9 novembre
La traduzione. A cura di Giusi Drago con Paola Quadrelli e Anna Ruchat.

Per Christian Tito il blog Perigeion con Giusi Drago, Nino Iacovella, Guido Cupani e Francesco Tomada

Tu se sai dire dillo 2018 Parte 3 Pino Tripodi, Vincenzo Frungillo, Luciano Mazziotta

Tu se sai dire dillo  Video Parte 2

8 novembre 2018

La poesia: Italo Testa e Giovanna Frene

L’arte: Gaudenzio Ferrari. Giovanni Renzi

 

 

Introduzione di Biagio Cepollaro

Lettura e riflessioni sull’opera di Giuliano Mesa con Giorgio Mascitelli

La narrativa: Modelli di realismo e modelli di di realtà

con Giuseppe Carrara e Giorgio Mascitelli

 

Tu se sai dire dillo 2018.

Apertura per Giuliano Mesa.

Con Biagio Cepollaro e Giorgio Mascitelli

8 novembre 2018 Libreria Popolare di via Tadino Milano

Locandina Tu se sai dire dillo VII edizione 8-10 novembre-001

IL PROGRAMMA

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La VII edizione di TU SE SAI DIRE DILLO si svolgerà presso la Libreria Popolare di via Tadino a Milano, tra l’8 e il 10 novembre. La rassegna è dedicata alla memoria dell’amico e poeta Giuliano Mesa.

I temi saranno, tra gli altri: La narrativa e i suoi modelli (a cura di Giorgio Mascitelli), La poesia e la sua autorialità (Giovanna Frene, Vincenzo Frungillo e Italo Testa), Dalla fucina poetica napoletana (Eugenio Lucrezi, Paola Nasti, Daniele Ventre), Per Christian Tito (a cura di Nino Iacovella), Franco Fortini (Bernardo De Luca), Italo Svevo (Giovanni Palmieri) Tradurre Ilse Aichinger e Helga Novak (Paola Quadrelli e Anna Ruchat, a cura di Giusi Drago), Rassegne a Milano (Donatella D’angelo, Francesco Ottonello), Che ne facciamo dei poveri? (Pino Tripodi) e L’Arte pittorica di Gaudenzio Ferrari (Giovanni Renzi)

 

Giovedi  8  Novembre 2018

 

18.30   Biagio Cepollaro e  Giorgio Mascitelli  leggono Giuliano Mesa

19,00 Modelli narrativi e modelli di realtà: Giuseppe Carrara Francesco Forlani  Angelo Petrella

a cura di Giorgio Mascitelli

20,00 Intervallo

20.30 Giovanna Frene Italo Testa

21,00 L’arte di Gaudenzio Ferrari a cura di Giovanni Renzi

21,30 Le rassegne: Bezzecca Lab con Donatella D’angelo

 

Venerdì  9 Novembre 2018

18.30 Che ne facciamo de poveri? a cura di Pino Tripodi

19,00 Intervallo

20,00

Il luogo delle forze, poesia e dispersione. Vincenzo Frungillo e Luciano Mazziotta

20,30 Tradurre Ilse Aichinger e Helga Novak Paola Quadrelli Anna Ruchat a cura di Giusi Drago

21,30 Per Christian Tito a cura di Nino Iacovella

 

Sabato 10 Novembre 2018

 

18,30 Le iniziative di MediumPoesia a cura di Francesco Ottonello

19,00 Dalla fucina napoletana Eugenio Lucrezi, Bamboo Blues,Nottetempo

Paola Nasti, Cronache dell’Antiterra, Oèdipus Daniele Ventre, Elegia, Oèdipus

20,00

intervallo

20,30 Franco Fortini Bernardo De Luca

21,00 Il modernismo e Zeno scrittore modernista Giovanni Palmieri

 

 

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Andrea Battistini Letteratura italiana dal 700 ad oggi, Il Mulino, 2014, pag 530