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TU SE SAI DIRE DILLO

V edizione

Milano, Spazio Ostrakon e Bioforme, 21, 22 e 23 ottobre 2016.

Via Aosta,2 (MM5 Cenisio)

VENERDI’ 21 OTTOBRE ore 20.30

La poetica emergenza: la poesia a Napoli. (2)

Le poete e i poeti: Viola Amarelli

Con una lettura di Eugenio Lucrezi

 

mappa

*

 

vi vedo dietro il vetro,

non vi tocco, un lucido delirio

l’urlo muto, pesci:

chi è il morto

 

morto morto morto
fare il morto sull’acqua
vivo
passa il sale

 

sale le scale avvolge il suono

 

emette e squaglia

 

gioia
per poco

 

siate siate gioiosi

l’intento tenace

 

non s’ulcera più

lo sbrego, diruto

 

l’io spiritato,

arso, scomparso

 

il truciolo sbriciola

novo, un tarlo suicida per fame

la vittima  in progress

(il prezzo, alto/basso)

 

Spett.li
Come già
Nel rimarcare
Non si ha modo
Riscontro
Saluti saluti saluti
Molto vi piango

 

per gli affollati démoni che siamo

amplifica: miriadi di voci

   ———–

 

in simultanea la metropolitana, la fila la coda il coperchio già urna

le microscopiche viscere, la polvere, del nato morto

 

nell’attimo del castigo perenne, non chiederà mai perdono decide
mentre si forma, sformato, sbagliano tutti sulla rotatoria, le canaline adagiate
sotto la sabbia, impronta d’acqua, nomadi di fili di rame, cavi,

 

ancora nell’istante di organico exultet
battito in volo, collasso di insetto, brivido freccia
il secondo protratto di orgasmo la carne, le membrane
certo opalescenti, la bocca sicuramente a murena a lemure a
voltaggio, trifasico,  pagine e pagine e pagine
blateranti al vento, pregate quel, chi, volete

 

si è rinserrato dentro un amnio qualunque, spiccona concetti,  ribosomi
chi è la più bella del reame, fuori livori
lucean le cupole di zaffiro nei laghi centroasiatici

 

in simultanea nasce già livido morto,
avendo dato un’occhiata intrauterina,
sequenzialmente
s’era impiccato, evitiamo la lunga inesorabile
attesa del falco, del giorno, dello shopper di plastica

———

 

una piccola nausea, vomita parole, non sta meglio. una piccola ferita, invisibile a tutti, emorragia costante, avvelena, marcisce, investe i giorni. cancella il cuore. nasconderla, tacerla. vomitare sorridendo, nessuno veda. nessuno sia. il sangue. una giostra stranota. una nausea, costante. non c’è fine. forse l’inizio, ad andare indietro, cauterizzando cauta, sé. il mondo sviene.

—————

 

le cose non vanno come dovrebbero
come vorresti, piuttosto, dillo
non sei le cose

 

falle andare, resta amato un attimo
la stria di catrame degli stradini
roventi di sole al calore

 

la striscia di sangue, peonia su gambe
le cose la cosa che dici
che parli che ignori, non vedi
la tocchi

 

partirono in tanti, arrivano in molti
ricambio dell’aria al riciclo
gli affetti, abbracciano culle
i silenzi, risate nei grappoli

 

beata lussuria di buio e di acqua, le aringhe
sul Baltico, il freddo, corrente
il geyser e la lava, l’hai vista? l’hai detta?

 

che spreco di suoni, starnazzo noi oche
le cose non vanno, si fermano, splendono e
piangono

———

 

si aggregano le pecore. persino quelle nere

———————

 

l’imbecillità dilagante
niuna nova

 

lo starsene da soli
la risposta

 

il silenzio lungo il bordo
il frattale, della costa

 

il colore sbiadito delle ossa

———————

 

le parole sono pietre.

tu scheggiale

fino a che non diventano sabbia, polvere.

fine.

*

Quest’autrice nasce come Minerva dalla testa del padre, già bell’e fatta, esordisce sicura in età non più verdissima, dopo meditata maturazione che è stata individuazione di voce e di intonazione, scelta accurata dei campi del proprio fare intellettuale e di pertinenza dell’azione scrittoria, delle amicizie e delle inimicizie da coltivare. Fin da subito riconoscibile per un suo procedere per locuzioni incalzanti, talvolta non aliene dallo scherzo, purché urticante, si vuole e si offre al pubblico quale poeta della realtà e dell’avanguardia, del corpo individuo, del corpo sociale e del corpo della lingua: l’uno non meno spezzato dell’altro, tutti franti senza rimedio. La sua presenza in questa rassegna è utile come il meccano della distribuzione in uno scambio ferroviario, che indica e determina, in tempi confusi, una direzione ai più giovani praticanti. Prossima al tono degli antichi come ogni scrittore dell’oggi, predilige la locuzione corale, alla quale affida lo svariato succedersi di versi implacabili, ricco di figurazioni mobili e sorprendenti. (e.l.)  

 

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TU SE SAI DIRE DILLO

V edizione

Milano, Spazio Ostrakon e Bioforme, 21, 22 e 23 ottobre 2016.

Via Aosta,2 (MM5 Cenisio)

mappa

 

VENERDI’ 21 OTTOBRE ore 20.30

La poetica emergenza: la poesia a Napoli

Le poete e i poeti: 1 – Carmen Gallo. Con una lettura di Eugenio Lucrezi

 

Da Appartamenti e stanze (2016)

 

L’uomo ha accompagnato il vetro

lungo una linea gonfia e verticale

il sangue si è rappreso in fretta

sul braccio lasciato staccato

dall’asfalto incerto delle luci

le voci sul fondo della piazza

fatta più alta dagli alberi tagliati

la testa reclinata sotto il peso

degli occhi aperti, abbassati

a cercare il bicchiere più vicino.

L’uomo urla e piange sotto di noi

da quel fondo che abbatte coi denti

ha voglia di vedere subito il conto

della città che crepa intorno

e noi seduti a misurare i pozzi

e l’ambulanza troppo vicina ai tavoli

lui ci guarda e ci chiama

mostra lenta la recisione

quelli lo prendono e lo legano

tra fili nudi e trasparenti.

 

 

Le persone intorno ai tavoli

sono andate ad abitare

uno spazio chiuso, laterale.

Parlano, si separano

occupano gli spazi tra i libri

e le sedie. Sono nel tempo

dove lui non è più. C’è una donna

con i capelli lunghi e neri. Dice

ai tavoli di spostarsi, di lasciare

libero lo spazio per chi vuole ballare.

 

 

C’è una donna bianca che siede lì da dieci anni.

L’uomo con il vetro non l’ha mai visto.

Ha sentito la sua voce, ma la donna

non riconosce le lingue e i giorni.

Non chiedetele perché sia lì.

La donna ha un ricordo preciso, e uno solo.

Questo le basta perché ha molti fili

e non vuole essere legata altrove.

La donna non vuole nemmeno parlare con noi.

 

 

L’uomo ha ballato e sudato

per tutto il tempo della festa

ha squarciato l’aria densa

di una stanza affollata

ha mostrato i denti e i passi

ha risposto agli impulsi

cadendo piano all’indietro.

La musica è alta, e la voce non arriva

a spalancare la finestra. Tutti sentono

la mancanza dell’aria. Noi siamo in piedi

a sostenere il soffitto che è diventato

sempre più curvo e poi è caduto e ci ha raccolti

e siamo diventati pareti bianche

conchiglie con le bocche chiuse.

 

Le donne intorno al tavolo hanno fatto il nostro nome

non sono state contenute, non sono state riprodotte

hanno scandito chiaramente il nostro nome

hanno agitato bene tutte le lettere

e se le sono infilate una a una nella bocca.

Solo adesso si sentono piene della stanza.

Le donne hanno visto la nostra faccia

e hanno sollevato il soffitto. L’aria adesso

sale dal pavimento, l’uomo sparge i passi

e noi siamo tornati con le donne a sedere

e a misurare i pozzi.

 

[…]

L’uomo si sveglia sul balcone

e preferisce non guardare

dietro i vetri che gli fanno da schienale.

Il buio intorno è alto. L’uomo si tiene

le ginocchia, misura con gli occhi

la resistenza all’urto in base alla distanza.

La donna nella parete di fronte dorme.

Solo le labbra continuano

a guardarci e a domandare.

 

 

La donna con i capelli neri

ha sceso le scale con le braccia vuote.

La donna bianca l’ha salutata

con gli occhi nelle mani.

La donna guida, e cerca un posto dove stare.

Sulla strada c’è un incidente

e un uomo che ha freddo.

Ha una coperta sulle spalle

e c’è un crepaccio di braccia

che portano giù. La donna si sporge,

e guarda. Fissa gli alberi, e le radici capovolte.

Noi restiamo in macchina, e chiudiamo

bene i finestrini.

 

 

L’uomo è rientrato in casa

rompendo il vetro con il gomito.

Ha sistemato i tavoli e ha preparato un caffè

alle donne che dormono in un angolo.

Appena sveglie hanno raccontato

la storia dell’uomo accuratamente lacerato.

L’uomo ha fatto a pezzi il giornale

e ha pianto. Le donne hanno urlato

e sono diventate piccolissime.

L’uomo le sistema una sopra l’altra

e chiude la porta della stanza.

La donna bianca sente le voci

ma non distingue i giorni. Quando arriva

nella stanza le donne tornano grandi

e urlano più forte. Noi le chiudiamo tutte a chiave

e non si sente più nessun rumore.

 

*

 

Il teatro del tutto conchiuso di queste stanze in versi si avvale della libera circolazione degli attori e delle scene, di svelti cambi dei fondali e delle soggettive, ma non soltanto. Al respiro calmo, regolare, di una lingua piana, abitata da un lessico neutro e i inapparente, ordinatamente articolata in successione di coordinate, corrisponde un ingovernato, selvaggio sovvertimento delle gerarchie percettive e delle stesse motrici logiche dell’azione che sulla pagina si svolge. Il racconto che risulta è mobile e distopico, le figurazioni alterate e dismorfiche come in un’Alice in wonderland riscritta da Burroughs, in cui lo scherzo vittoriano affoghi nell’acido lisergico. Anche il tempo è qui deformato in una discronia malata e orrorosa,  forzato e stirato da pressioni altissime calate da  incommensurabili scale cosmiche nello stretto asfissiante di appartamenti e di umani conglomerati scheggiati da vetri che saltano in pezzi, lordati del sangue di arti amputati. Scene di ordinaria follia che non transitano nei paraggi di Bukowski, sembrano piuttosto dirigersi da Benn a Pinter, giù fino alla Napoli affatturata della Ortese, ai suoi spiriti mali. (e.l.)

 

 

Dal Gruppo 47 in Germania al Gruppo 63 in Italia.

Il Gruppo 93 come luogo di  confronto

Riconoscere e rifiutare il poetese.

La dimensione estetica e quella sub-estetica.

Poesia come ampliamento della conoscenza del mondo

La rivista Baldus (Napoli-Milano, 1990-96) e la rivista Altri Luoghi (Genova)

 

TU SE SAI DIRE DILLO

Quarta edizione

 cop

 

17-18-19 settembre 2015

Galleria Ostrakon

via Pastrengo 15, Milano

 

La rassegna Tu se sai dire dillo, ideata da Biagio Cepollaro e giunta alla quarta edizione, è dedicata alla memoria del poeta Giuliano  Mesa, scomparso nel 2011.

A leggere le sue poesie, oltre a Biagio Cepollaro, vi sarà anche Andrea Inglese.  Quest’anno i temi saranno: l’esperienza di Milanopoesia (1983-1992) raccontata da Eugenio Gazzola e da alcuni protagonisti come l’artista William Xerra, la poetessa Giulia Niccolai e dall’organizzatore Mario Giusti; il festival dei nostri anni  Bologna In Lettere a cura di Enzo Campi ; l’Artventure parigina di Lucio Fontana ricostruita da Jacopo Galimberti, l’opera elettronica di Giovanni Cospito eseguita al Teatro Verdi, situato proprio di fronte allo Spazio Ostrakon.

E ancora avranno spazi dedicati: la figura unica diventata leggenda del poeta-operaio Luigi Di Ruscio tratteggiata da Christian Tito; la nascita del blog  Perigeion e i poeti Massimiliano Damaggio, Antonio Devicienti, Nino Iacovella, Gianni Montieri , presentati da Francesco Tomada, e infine, la poesia di Nadia Agustoni, Giusi Drago, Francesco Forlani, Vincenzo Frungillo, Italo Testa e la prosa di Giorgio Mascitelli.

17 Settembre, Giovedì

 

ore 18.00

 Biagio Cepollaro e Andrea Inglese leggono Giuliano Mesa

ore 18.30

 L’artventure parigina di Lucio Fontana a cura di Jacopo Galimberti

ore 19.30

Le poesie di:

Nadia Agustoni

Giusi Drago

Francesco Forlani

Vincenzo Frungillo

Italo Testa

 

I racconti di :

Giorgio Mascitelli

ore 20.30

Intervallo

ore 21.00  Il pubblico è invitato a spostarsi al Teatro Verdi, di fronte allo Spazio Ostrakon

Opera elettronica di Giovanni Cospito su testi di Biagio Cepollaro

 

 

18 Settembre, Venerdì

ore 18.00

Gli anni di Milanopoesia

a cura di Eugenio Gazzola

 

Saranno presenti:William Xerra, Giulia Niccolai, Mario Giusti

 

ore 19.30

Intervallo

ore 20.00

 

Lettere dal mondo offeso: per Luigi Di Ruscio

a cura di Christian Tito

 

Letture dal romanzo epistolare

Proiezione video

Testimonianze

 

19 Settembre, Sabato

ore 18.00

Perigeion e i poeti

a cura di Francesco Tomada

 

Massimiliano Damaggio

Antonio Devicienti

Nino Iacovella

Gianni Montieri

Francesco Tomada

 

ore 19.30

Intervallo

ore 20.00

Il presente di Bologna in Lettere

a cura di Enzo Campi

“Agit-prop-poetry”, un intervento di Enzo Campi

“Sistemi d’Attrazione”, proiezione di un video montato con i materiali della terza edizione del Festival Bologna in Lettere

“Sì, si può”, recital multimediale con Alessandro Brusa, Martina Campi, Francesca Del Moro, Rita Galbucci, Enea Roversi, Jacopo Ninni, Mario Sboarina, Enzo Campi

 

 

 

L’immagine in copertina è di Biagio Cepollaro, Predella-Dittico, dipinto su due pannelli. Tecnica mista su mdf, cm 80 x 50 complessivi,2009.Coll privata, Milano

immagine

LA CURVA DEL GIORNO NEL GIARDINO DISTOPICO

Reading di Biagio Cepollaro innestato nella mostra del botanico artista Emanuele Magri

Spazio Ostrakon, via Pastrengo 15 Milano, 19 marzo 2015 ore 19.00

Caro Emanuele,

sto immaginando La mia curva del giorno nel tuo Giardino distopico.Potrebbe essere un ulteriore innesto e trapianto la lettura dei versi all’interno della mostra e dei tuoi attraversamenti. E lo è. Una specie di installazione dentro la tua installazione. Come ti accennavo a voce, in fondo ciò che ci accomuna è l’interesse per il corpo e per i livelli elementari della vita, vegetali, animali, basici. La tua ingegneria genetica letteralmente mostra il volto della degenerazione. Lo sradicamento di ogni senso è innanzitutto lo sradicamento di ogni parola da se stessa e di ogni immagine da se stessa: dici che attraversi la storia dell’arte e ricombini con i frammenti di essa il non più riconoscibile volto della nostra degenerazione. Non si tratta di un moderno entusiasmo per il nonsense e neanche del liberatorio calembour: si tratta proprio di fotografia. In un certo senso di dire le cose come stanno, o come sono diventate. Bene, dentro questo tuo paesaggio le mie parole prendono le mosse da semplici percezioni. E’ come se la genetica tornasse sui suoi cardini a patto di rinunciare alle antiche complessità. Prima di scrivere La curva del giorno, ho scritto il primo libro, Le qualità, di quella che dovrà essere una trilogia. Nel primo libro il prologo prende le mosse dalla semplicità dell’evento della doccia, proprio del farsi la doccia come domestico rito di rinnovamento attraverso l’acqua. Altrove è detta la cura dedicata a tagliare il pane e a mangiare la carne di altri animali. O semplicemente viene indicata la differenza di luce avvertibile in una giornata di primavera in un parco urbano. O anche del sistemare le lenzuola ogni sera nel costruirsi il letto che torna ad essere l’antico giaciglio. Niente di più.

occorre stabilire i confini del corpo: anche una casa con le sue camere e le sue funzioni è una guaina

e aderisce ai suoi moti. dormire al riparo dalla pioggia cucinando i cibi assaporando carni di altri animali

e foglie e frutti. dormire ancora dopo ogni rientro sistemando lenzuola e coperte lavando con cura

il piatto e il bicchiere affilando il coltello per il pane occorre lasciar passare da quei confini la notte

e lasciar mescolare i corpi perché parlino tra loro

Leggerò dunque questa poesia nel tuo giardino distopico e suonerà forse come una battuta di dialogo con i tuoi amabili mostri. O come il progetto di ricostruire un senso concreto, anche se limitato, a dispetto dell’insensatezza. Perché qui intendo il mescolare non come deformazione ma come silenziosa e fervida formazione e costruzione. Forse sarà la nascita o rinascita del giardino utopico dentro il giardino distopico.Come il progetto o il sogno di un modo di stare al mondo che possa generare un senso, nel possibile di una singola vita, oltre la degenerazione. O anche sarà la coesistenza dei due giardini,uno dentro l’altro, come due poli per le nostre oscillazioni. Che ne dici?

Biagio

Caro Biagio,

le cose che dici sono molto belle. Devo dire che preferisco il tuo, di mondi, utopico. Il mio speriamo che non esista mai. Ma è difficile sapere, come si dice, dove andremo a finire. Ma, appunto, come dici tu, che almeno ci sia una convivenza. E questo possiamo intanto fare. Proporre la tua lettura nel giardino distopico. Chissà che non si aprano nuove vie …

Emanuele

Biagio Cepollaro, nato a Napoli nel 1959, vive a Milano. Esordisce come poeta nel 1984 con Le parole di Eliodora Forum/Quinta generazione), nel 1993 pubblica Scribeide (Piero Manni ed.) con prefazione di Romano Luperini e Luna persciente (Carlo Mancosu ed.) con prefazione di Guido Guglielmi. Sono gli anni della poetica idiolettale e plurilinguista, del Gruppo 93 e della rivista Baldus . Con Fabrica (Zona ed., 2002), Versi nuovi (Oedipus ed., 2004) e Lavoro da fare (e-book del 2006) la lingua poetica diventa sempre più essenziale aprendosi a una dimensione meditativa della poesia. Questa seconda fase del suo percorso è caratterizzata da pionieristiche attività editoriali in rete che danno vita alle edizioni on line di ristampe di autori come Niccolai, Di Ruscio e di inediti di Amelia Rosselli, a cui si aggiungono le riviste-blog, come Poesia da fare (dal 2003) e Per una Critica futura (2007-2010). Nello stesso periodo si dedica intensamente alla pittura (La materia delle parole, a cura di Elisabetta Longari, Galleria Ostrakon, Milano, 2011), pubblicando libri che raccolgono versi e immagini, come Da strato a strato, prefato da Giovanni Anceschi, La Camera Verde, 2009. Il primo libro di una nuova trilogia poetica, Le qualità, esce presso La Camera Verde nel 2012. La curva del giorno, pubblicato nel 2014 presso L’arcolaio, costituisce il secondo libro. Sito-archivio: www.cepollaro.it Blog dedicato alla poesia dal 2003: www.poesiadafare.wordpress.com Blog dedicato all’arte: http://cepollaroarte.wordpress.com/

Emanuele Magri: dagli anni settanta si occupa di scrittura e arti visive. Ha creato mondi tassonomicamente definiti, nei quali sperimenta l’autoreferenzialità del linguaggio, come “La Setta delle S’arte” nella quale i vestiti rituali sono fatti partendo da parole con più significati, il “Trattato di artologia genetica” in cui si configura una serie di piante ottenute da innesti di organi umani, di occhi, mani, bocche, ecc, e il progetto “Fandonia” una città in cui tutto è doppio e ibrido. Ha sviluppato gli oggetti-parola Bandierine (dal 1990) e gli Stendardi (dal 1992), i  corpi-parola e vestiti-parola dell’universo parallelo de “La setta delle S’Arte” (dal 1995, con utilizzo di sciarade, palindromi, falsi vezzeggiativi), gli Oracoli Corporali (dal 2000, rebus con parole che indicano parti del corpo). Distopicus Garden, un progetto sull’ingegneria genetica che si avvale, per le varie fasi, di computer grafica, installazione, fotografia, video, poesia.

SPAZIO OSTRAKON | Via Pastrengo 15 Milano | Orari: da martedì a sabato dalle 15,30 alle 19,30 | Info:

3312565640 | info@spazioostrakon.it |  www.spazioostrakon.it

Da sinistra: Biagio Cepollaro e Giuliano Mesa

Da sinistra: Biagio Cepollaro e Giuliano Mesa

TU SE SAI DIRE DILLO

Terza edizione
18-19-20 settembre 2014
Galleria Ostrakon
via Pastrengo 15, Milano

 

La Galleria Ostrakon ospita, tra il 18 e il 20 settembre 2014, la terza edizione della rassegna Tu se sai dire dillo,dedicata alla memoria del poeta Giuliano Mesa (1957-2011) e ideata da Biagio Cepollaro. Anche quest’anno l’attenzione è rivolta a poeti importanti e radicali del ‘900 ancora poco conosciuti come Gianni Toti (1924-2007), tra l’altro pioniere della video poesia in Italia di cui viene presentata per la prima volta l’intera opera in versi curata da Daniele Poletti; Emilio Villa (1914-2003), precursore delle neoavanguardie,in nome del quale si sono svolte nel corso dell’anno molte iniziative promosse da Enzo Campi, a partire proprio dalla galleria Ostrakon, e Paola Febbraro (1956-2008), poetessa prematuramente scomparsa intorno alla cui opera parleranno Anna Maria Farabbi ,Viola Amarelli e Giusi Drago. Ad arricchire il programma vi è la presentazione dell’ambizioso progetto Phonodia, curato da Alessandro Mistrorigo della Ca’ Foscari di Venezia, relativo ad un archivio di voci di poeti di tutto il mondo. Infine sulla questione della critica letteraria oggi verterà una conversazione tra Luigi Bosco e Lorenzo Mari, redattori del blog In realtà, la poesia, e Luciano Mazziotta.

18 Settembre, Giovedì

ore 19.00

Biagio Cepollaro legge Giuliano Mesa

Buffet e aperitivo

ore 21.00

Gianni Toti e la Casa Totiana
a cura di Daniele Poletti e con la collaborazione della Casa Totiana

Invitati e interventi:
Daniele Poletti, Ermanno Moretti, Daniele Bellomi, Pia Abelli Toti, Dome Bulfaro,

Giovanni Anceschi, Pier Luigi Ferro, Raffaele Perrotta, Giacomo Verde, Giacomo Cerrai

Pia Abelli Toti parlerà della Casa Totiana e di Gianni Toti.

Daniele Poletti e Ermanno Moretti presenteranno [dia•foria e il libro TOTILOGIA

E’ la prima antologia completa dell’opera poetica di Toti, corredata da interventi critici, creativi e da un inedito.
Il libro è stato pubblicato, con il sostegno de La Casa Totiana, da [dia•foria, edizioni Cinquemarzo.

Giacomo Verde presenterà il video Fine Fine Millennio, che partecipò all’UTAPE del 1987, con Gianni Toti in giuria

Proiezione di 2/4, video di Gianni Toti

 

19 Settembre, Venerdì

ore 19.00

La critica letteraria: In realtà, la poesia

Luigi Bosco e Lorenzo Mari dialogano con Luciano Mazziotta.

Sono invitati:

Francesco Forlani, Vincenzo Frungillo, Andrea Inglese, Giorgio Mascitelli, Luigi Metropoli, Davide Racca, Italo Testa, Pino Tripodi

 

 

Buffet e aperitivo

 

ore 21.00

Progetto PHONODIA Ca’ Foscari di Venezia

a cura di Alessandro Mistrorigo

 

 

20 Settembre, Sabato

ore 19.00

La poesia di Paola Febbraro
a cura di Giusi Drago

Intervengono:
Viola Amarelli e Anna Maria Farabbi

 

Buffet e aperitivo

 

ore 21.00

Un anno per Villa
a cura di Enzo Campi

“Il Clandestino”, video-intervento di Stelio Maria Martini su Emilio Villa

Saranno presenti alcuni degli autori che hanno collaborato alle imprese editoriali e performative del progetto Parabol(ich)e dell’ultimo giorno, Dot.Com Press – Le Voci della Luna.
Il libro raccoglie, oltre ai testi villiani, contributi critici e operazioni verbovisive di:

Daniele Bellomi, Dome Bulfaro,
Giovanni Campi, Biagio Cepollaro, Tiziana Cera Rosco,
Andrea Cortellessa, Enrico De Lea,
Gerardo de Stefano, Marco Ercolani, Flavio Ermini,
Ivan Fassio, Rita R. Florit, Giovanna Frene,
Gian Paolo Guerini, Gian Ruggero Manzoni,
Francesco Marotta, Giorgio Moio,
Silvia Molesini, Renata Morresi, Giulia Niccolai,
Jacopo Ninni, Michele Ortore, Fabio Pedone,
Daniele Poletti, Davide Racca, Daniele Ventre,
Lello Voce, Giuseppe Zuccarino, Enzo Campi

 

 

Qui un video a cura di Diaforia e di Daniele Poletti dedicato alla serata che ha visto protagonista la figura di Gianni Toti. Le riprese riguardano anche altri momenti della rassegna.

 

TU SE SAI DIRE DILLO

Seconda edizione

27 – 28 settembre e 2 – 3 ottobre 2013

La seconda edizione di Tu se sai dire dillo ricorda Giuliano Mesa, a due anni dalla scomparsa prematura del poeta, proponendo temi che in modo esplicito o implicito a lui si riconnettono. Si tratta di dimensioni della poesia, dell’immagine, della musica e del pensiero che veicolano quell’aria di intrinseca libertà, o meglio, di necessità interna al fare creativo, che ha contraddistinto la sua opera. Questa edizione prevede tre luoghi milanesi per realizzarsi: una galleria d’arte (Ostrakon), un laboratorio di pittura (Laboratorio 1 aprile), una libreria (Libreria popolare di via Tadino) e quattro serate.

Le prime due serate saranno dedicate ad Emilio Villa e avranno luogo presso la galleria Ostrakon.

Si tratta di contributi critici e omaggi creativi raccolti nel volume a cura di Enzo Campi  AAVV, Parabol(ich)e dell’ultimo giorno, Le voci della luna, 2013 e del campo di ricerca relativamente recente, che si definisce video poesia: la rassegna ospita la terza edizione di Frames & Poiesis, su progetto di Emanuele Magri, che propone opere di video poesia e un incontro con gli autori.

La terza serata che avrà luogo presso il Laboratorio 1 aprile sarà dedicata a dimensioni extraletterarie: all’arte (mostra di pittura di Biagio Cepollaro) e al pensiero critico. Vi saranno conversazioni sul filosofo della scienza Feyerabend con Antonio Sparzani e sulla condizione dell’uomo nel tempo del neoliberismo, a partire dal lavoro di Maurizio Lazzarato con Giorgio Mascitelli e Pino Tripodi.

La quarta e ultima serata avrà luogo presso la Libreria Popolare di via Tadino e comprenderà, a cura di Luigi Metropoli, letture e interventi intorno al lavoro di Giuliano Mesa e Biagio Cepollaro, che insieme hanno realizzato , lungo il corso quasi trentennale della loro amicizia, ciò che si potrebbe definire, secondo l‘espressione cara a Giuliano Mesa, ‘una piccola fabbrica’.

La rassegna terminerà con una performance musicale di Stefano delle Monache progettata per un’opera di Andrea Inglese.

TU SE SAI DIRE DILLO

Seconda edizione

27 – 28 settembre e 2 – 3 ottobre 2013

PROGRAMMA

tu, se sai dire, dillo, dillo a qualcuno.

Giuliano Mesa

 

GALLERIA OSTRAKON

via Pastrengo 15 Milano  –  27 settembre, venerdì

 ore 18.30

AAVV, “Parabol(ich)e dell’ultimo giorno”, Le voci della luna, 2013

 A cura di Enzo Campi

con Biagio Cepollaro, Fabrizio Bianchi (editore), Paolo Zublena

 ore 21.00

Omaggi creativi e critici ad Emilio Villa

 Dome Bulfaro, Cera Rosco, Daniele Bellomi, Enrico De Lea, Marotta, Francesco Forlani, Biagio Cepollaro, Enzo Campi, Jacopo Ninni

GALLERIA OSTRAKON 

via Pastrengo 15 Milano  28 settembre, sabato

ore 18.30

Omaggio video di Dome Bulfaro

 “La mega scrito (III)”

“Da le mûra di Tebe ai Trous”,

Recital multimediale di Martina Campi, Francesca Del Moro, Mario Sboarina, Enzo Campi

 ore 21.00

Frames e Poiesis III

 (rassegna di video poesia o poesia video)

Emanuele Magri e Biagio Cepollaro

 

LABORATORIO 1 APRILE 

via Nicola d’Apulia,12 – 2 ottobre, mercoledì

ore 17.30

Mentre il pianeta ruota.

Inaugurazione mostra di pittura di Biagio Cepollaro

ore 19.00

Conversazione con Antonio Sparzani su

Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia, Il cammino comune delle scienze e delle arti.

A cura di Antonio Sparzani

ore 21.00

Conversazione su

La fabbrica dell’uomo indebitato. Saggio sulla condizione neoliberista di Maurizio Lazzarato

 A cura di Giorgio Mascitelli e Pino Tripodi

 

LIBRERIA POPOLARE DI VIA TADINO

via A.Tadino 18  – 3 ottobre, giovedì

 ore 18.30

 Giuliano Mesa e Biagio Cepollaro: una piccola fabbrica.

A cura di Luigi Metropoli.

 Biagio Cepollaro legge Giuliano Mesa

Sono stati invitati: Giusi Drago, Francesco Forlani, Andrea Inglese, Teresa Marino, Giorgio Mascitelli,  Davide Racca, Luigi Severi e Paolo Zublena

ore 21.00

Andrea Inglese performance con musicista Stefano delle Monache.

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato

 

Immagine

 

Ostrakon  Letteratura

TU, SE SAI DIRE, DILLO.

Edizione 2012

Tre incontri nel dire

tu, se sai dire, dillo, dillo a qualcuno. Giuliano Mesa

A quasi un anno dalla scomparsa del poeta Giuliano Mesa (Salvaterra, 1957-Pozzuoli, 2011), lo Spazio Ostrakon di Milano intitola la sua prima edizione di Tu, se sai dire, dillo con un verso dell’autore del Tiresia. Tu, se sai dire, dillo: la poesia è sia un talento coltivato, come qualsiasi altra arte, sia una necessità. Nel tempo della povertà, come direbbe Hölderlin, talento e necessità reali scarseggiano a fronte della facilità con cui spuntano i facitori di versi. Ostrakon prova ad offrire uno spazio adeguato all’arte della parola poetica avvicinando in tre incontri autori molto diversi tra loro per generazione e formazione ma accomunati dalla sicurezza e dalla forza dello stile. Leggi il seguito di questo post »