Christian Tito su Lavoro da fare di Biagio Cepollaro al Bezzecca Lab 11 maggio 2017:

“(…) dall’amicizia in comune di Luigi Di Ruscio all’insegnamento ricevuto. Dal marchigiano ho appreso la forza, da Cepollaro sto imparando la precisione… (…)L’importanza di leggere versi che sono incarnati dalla sua vita…Doveva diventare un uomo nuovo per scrivere nuovi versi. Lui non consuma l’oriente, come spesso si fa, ma ne ha fatto esperienza trovando punti di contatto con la nostra cultura. La sua provenienza è la militanza della poesia, in senso critico e autoriale. Ha fondato la rivista Baldus, il Gruppo 93, ha partecipato a reading in giro per il mondo, ha dialogato con Pagliarani, Rosselli, Di Ruscio, Fortini,  ma poi comprende e rifiuta i rituali di potere e di carriera (Andrea Inglese): per poter dire qualcosa di nuovo deve diventare qualcosa di nuovo, deve abbandonare tutto questo.  E ci vuole molto coraggio per abbandonare le sicurezze che offrono ruoli riconosciuti all’interno del sistema letterario.(…)Saranno proprio Amelia Rosselli a indicargli la strada del lavoro duro e solitario(…) e Giulia Niccolai”

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