mappaTU SE SAI DIRE DILLO

V edizione

Milano, Spazio Ostrakon e Bioforme, 21, 22 e 23 ottobre 2016.

Via Aosta,2 (MM5 Cenisio)

VENERDI’ 21 OTTOBRE ore 20.30

La poetica emergenza: la poesia a Napoli. (4)

Le poete e i poeti: Ferdinando Tricarico

Con una lettura di Eugenio Lucrezi

 

Milano

 

da Piazza del Duomo al Parco Sempione

Fiocchi di pioppo

neve di primavera

allergie e letargie.

Groviera di nidi in mattoncini sforzeschi.

Frecce freccette semafori strisce cartelli info

segnali stradali verticali orizzontali obliqui propinqui lontani

proni carponi a pecorina

lei sopra lui sotto

spiaccicati al suolo

ad un certo punto c’è sempre un point.

Segreti di Pulcinella nelle segrete di Brighella

la pelle meneghina è un iterativo pannello disciplinativo.

M rossa di metrò

M gialla di hamburger

M smog della Madunina

Milano figlia di emme emme.

Il ferroso lucertolone elettrico giallo chiamato desiderio.

Cavalieri di bronzo in sella e in tiro con la guaina a portafoglio

monumenti agli eroi ricchi e stalloni.

Il burattino scheletro balla dark e dinoccolato davanti al grande piccolo teatro.

Dimore sobrie e silenziose vetrina di merci pacchiane e rumorose

in un quartiere rosso dove non si scopa.

Il Parini assicurato dal beccaggio dei colombi

non dall’oblio del magistero morale.

Vetri infrangibili videosorvegliati e oscuri dove sbattere il muso

mattonella e mattone a muso duro.

Porticati dei mercanti occupati dai mendicanti

rassicurazioni con i denti sanguinolenti.

Megascreen e videomapping

leasing e franchising

le catene si pappano le botteghe.

Caricatura bianco e nero in cinque minuti cinque euro

la caricatura del cinque.

Il banchetto Lotteria vintage

in legno fòrmica anodizzato

ha code ludopatico telematiche.

Aste selfagge contundenti

modelle in posa davanti al Duomo con turbanti.

La cosa dei giapponesi fotossici non la dico

milioni di paparazzi del proprio anonimato

spie di spie di spie.

Guglie e capitelli

capezzoli e cappelle

contorsioni e collezioni

cappellini e centesimi.

Pericolo d’inciampo

pedoni a sinistra centauri a destra terroni sotto

immigrati extracomunitari sepolti

una regia dietro ogni comparsa.

Il milanese milanese è pugliese.

Balle di fieno dell’arte contemporanea sempre fresche

come pietre neolitiche.

L’underground è meno dark del cielo bigio dove tutte le vacche sono magre.

Marche e marchette griffe e gaffe

i poveri marchiati dalla moda si notano di più.

C’è il sole a picco ma alla gente piace la luce elettrica e l’aria condizionata.

Si va di corsa senza fretta e piano trafelati

tutto fila tutto fibra anche se non si vede.

Il movimento è felicità

la poesia un claim di pubblicitari precari.

 

***

 

Così come una coppia Totò & Peppino che si trovasse sbattuta di botto in una Capitale Morale del futuro, ai tempi della fibra ottica e dei terabyte, dei megascreen e dei monumenti pixellati, questo Ferdinando Tricarico a spasso per Milano sarebbe piaciuto a Filippo Tommaso Marinetti il Palingenetico e ad Aldo Palazzeschi l’Incendiario, padri nobili di tutte le avanguardie, entrambi a tal punto felicemente spregiudicati da esser capaci di percorrere all’incontrario i tragitti dall’impressionismo naturalistico all’espressivismo segnico che accompagnarono, più di un secolo fa, quegli incendi e quelle palingenesi. Ci sono autori che costringono l’immaginario in una storia non qualunque, nell’alveo stretto e per lo più problematico della tradizione che si sono scelti; altri che s’illudono di cavalcare senza sella e senza briglie quella che credono essere la temperie dell’Epoca in cui sono capitati, che poi è sempre un momento qualsiasi. Tricarico è della prima razza: avendo scelto l’avanguardia, si può concedere la sua passeggiata, distendere agevolmente il passo del verso senza tradire se stesso: il linguaggio gli tende ugualmente le sue trappole, non si dimentica dei suoi trabocchetti. Non lo tradisce, insomma, non lo lascia da solo. (e.l.)

 

 

 

 

 

 

 

Annunci