Dal 1° febbraio esordisce PERIGEION, nuovo luogo di interscambio culturale. Vogliamo proseguire sulla strada aperta dalla “Dimora del tempo sospeso” che è stata per noi la casa accogliente nella quale imparare ed incontrare scritture libere, feconde, propositive. Vorremmo allora seguire l’esempio di Francesco Marotta e per questo siamo qui a sognare un luogo in cui, sotto i buoni auspici della farfalla che Francesco scelse a suo tempo come segno di bellezza e di speranza, si possa, avvicinandosi alla terra e su di essa, al contempo, compiendo voli della fantasia e del desiderio (ed è questo il senso del nome “perìgeion”) attraversare scritture ed arti che sappiano restituirci la gioia di leggere e di meditare. Benvenuto dunque a chiunque abbia, con serietà ed onestà, qualcosa da dire, benvenuto a chiunque rechi con sé il desiderio di ascoltare e benvenuto a chiunque creda nella bellezza e nella scrittura come atti di libertà, riscatto e resistenza. Desideriamo non ci sia posto per i narcisismi, né per gli esibizionismi, ma per la poesia e l’arte senza limitanti aggettivi e senza aberranti etichette. Non pubblicheremo nulla di “nostro”, fatti salvi gli articoli di critica e le traduzioni di nostra mano: per il resto Perìgeion vivrà dei contributi di tutti gli amici che vorranno animarlo e sostenerlo. Non ci interessa promuovere i nostri testi o i nostri libri, ma, amici uniti dalla stima e dall’affetto reciproci, ci preme incontrare altri amici (autori o lettori o appartenenti ad entrambe le categorie) e continuare a credere nella necessità di fare arte, di scriverne, di investire in maniera puramente e gioiosamente gratuita tempo ed impegno.http://perigeion.wordpress.com/

Il mio augurio all’iniziativa

Fin qui l’annuncio di una nuova iniziativa, PERIGEION, che nasce dentro alcune coordinate generali che condivido e che in parte intuisco, o credo di intuire, conoscendo non solo Francesco Marotta a cui l’annuncio fa espresso riferimento ma anche alcuni animatori più giovani della neonata impresa.
PERIGEION si propone di essere un luogo di scambio e di conoscenza reciproca che restituisca freschezza e senso ‘globale’ alla scrittura e all’arte, un senso cioè non solo di bellezza formale ma anche di umana verità, tanto più precisamente espressa quanto più cercata nei modi dell’arte. Queste modalità concrete di intendere l’attività letteraria credo che possano dare origine anche a prospettive più libere di immaginazione letteraria, dentro e fuori i testi, dentro e fuori dall’arte, investendo la concretezza dei rapporti umani e della realtà delle scelte individuali. Questo almeno è il mio augurio che rivolgo agli amici che si apprestano a varare questa navicella: di affrontare con coraggio ancora il tema della verità e della responsabilità del dire, al di là dei relativismi facili e comodi di questi anni…
Biagio Cepollaro

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